Cosė lavora il Labrador

Articolo da ENCI
http://www.enci.it/rivista/articolo.php?anno=2003&numero=10&ordine=6

Labrador, un gran lavoratore

Con la consulenza del nostro socio Diego Del Soldato, trainer e conduttore di retriever in prove di caccia, vogliamo verificare la tipicità di razza garantendo importanza al labrador impegnato in una reale azione di lavoro. E' importante analizzare appunto i vari aspetti che determinano tale tipicità.

Pare che i labrador abbiano iniziato la loro attività lavorativa assecondando l'operato dei pescatori nel Mar del nord; si dice, infatti, che entrassero in azione recuperando i pesci fuoriusciti dalle reti. Con il passare del tempo, hanno quindi sviluppato ottime capacità nel riporto, garantendosi un importante inserimento nell'ambito venatorio soprattutto in poche nazioni che, senza nulla togliere alle altre, si possono ritenere più sviluppate dal punto di vista cinofilo. Una tra tutte la Gran Bretagna. In particolare, gli inglesi hanno velocemente scoperto le doti di questi cani e ne hanno apprezzato la specializzazione impiegandoli esclusivamente per il riporto. Non è raro, durante le battute di caccia anglosassoni, vedere al lavoro cani da ferma con al seguito i cani riportatori: in tal modo sono esaltate e preservate le doti delle varie razze, ottenendo un'eccellente qualità in termini di prestazioni.

Il labrador è un cane da caccia e, come definisce il gruppo d'appartenenza, l'ottavo per la precisione, è specializzato nel riporto particolarmente in acqua, anche se, di fatto, soprattutto in Italia, il lavoro in acqua si riduce spesso e volentieri a prove veramente poco attendibili.

Frequentemente il labrador viene considerato in maniera un po' riduttiva. I non addetti ai lavori tendono a considerare il riporto, e quindi il lavoro di questa razza, una prestazione limitata. Questo concetto è facilmente smentibile nel momento in cui si assiste a una vera azione di riporto di un labrador. Possiamo assicurare che ogni aspetto ritenuto relativo assumerà subito toni assolutistici.

Le caratteristiche che appartengono ai retriever e che diventano essenziali per il lavoro si possono così riassumere: Steadiness, Marking, Blind, Cerca, Riporto, Consegna.

La steadiness dovrebbe essere la caratteristica madre di ogni retriever. Il concetto di steadiness è ampio, esprime quello che deve contraddistinguere ogni retriever. Per steadiness s'intende la capacità del cane di saper attendere in religioso silenzio senza disturbare il terreno di caccia né il cacciatore. Durante quest'attesa è importante che il labrador "porti avanti il lavoro".

Ci ritroviamo spesso ad affermare che i soggetti interessanti dal punto di vista del lavoro sono in grado di "capitalizzare l'attesa". Cosa si intende? Si intende che in quella fase, apparentemente inutile, il cane deve osservare attentamente tutto ciò che accade per poi poter eseguire il lavoro richiesto in maniera ottimale.

Il marking è la capacità del cane di individuare il punto di caduta di un animale. E' molto bello vedere come certi soggetti particolarmente dotati riescano a fotografare l'esatta posizione dove portarsi nel momento richiesto. Esistono esemplari capaci di marcare e memorizzare perfettamente fino a 4/5 punti di caduta.

Blind in inglese significa cieco e, rapportato al lavoro del retriever, intende che al labrador spesso viene chiesto di lavorare alla cieca, in altre parole senza aver visto nulla con i propri occhi. In questo caso il cane deve agire sotto handling, come si dice in gergo, deve assecondare le impartizioni del conduttore, che gli permetteranno di raggiungere l'obiettivo. Per ottenere un cane abile nella conduzione a distanza, è necessario un lavoro molto meticoloso, che prevede l'insegnamento di invii in avanti, direzione laterali, invii indietro e tanto altro. Una volta assimilati questi concetti fondamentali, è richiesto un ottimo controllo, una perfetta risposta al fischietto per mettere insieme l'azione finale.

Cerca: considerato che il labrador deve cercare animali morti o feriti, l'azione deve ritenersi finalizzata proprio a questo, quindi esclusivamente al recupero di animali abbattuti. E' indispensabile che il labrador sia dotato di grande olfatto, si troverà impegnato a stanare l'animale in condizioni limite, impervie, dove la potenza olfattiva fa la differenza.

Riporto: nel momento in cui il labrador ha trovato la preda abbattuta la deve abboccare e riportare velocemente verso il conduttore, con fare brillante e brioso, orgoglioso di condividere l'obiettivo con il suo capobranco. Consegna: giunto presso il conduttore deve consegnare l'animale nelle sue mani, senza mai mostrare sottomissione né riluttanza.

Attualmente si può vedere il labrador impegnato in Field Trial, prove di caccia riconosciute F.C.I., e nei Working Test, prove di lavoro di club su riporti artificiali, non ancora riconosciute dall'Enci, ma che rappresentano comunque un ottimo strumento per verificare la preparazione dei soggetti in prospettiva di futuri Fieid Trial.

A livello di selezione, si può affermare che tendenzialmente l'allevamento si è scisso in due direzioni: bellezza e lavoro.

Questo non è certo da considerarsi un successo a livello genetico, però è quanto si sta verificando e si è verificato anche in altre nazioni.
Se ci presentiamo sui terreni dei Fieid Trial notiamo subito grandi differenze morfologiche rispetto ai labrador che siamo abituati a vedere altrove.
Spesso e volentieri notiamo soggetti dalla struttura più esile dotati di maggiore dinamismo e agilità.
Ci permettiamo di affermare che i cosiddetti labrador da bellezza hanno ormai raggiunto uno standard morfologico che garantisce poca funzionalità in termini di lavoro;
è altrettanto utile sottolineare che i labrador da lavoro stanno iniziando a subire preoccupanti esasperazioni in termini di atteggiamento che li rendono poco tipici.

ll labrador che lavora deve possedere delle componenti caratteriali ben precise: la docilità deve essere molto buona, il temperamento eccezionale, la tempra poco marcata.
E' impensabile poter lavorare con un labrador indocile o dotato di scarso temperamento, così come è poco interessante un soggetto dalla tempra troppo marcata.

Attualmente è facile trovare esemplari che, avvicinati al lavoro, presentano problematiche a dir poco allarmanti.
Non è raro, infatti, trovare cani che hanno paura dello sparo, e questo è chiaramente un limite inaccettabile che compromette qualsiasi possibilità in ambito venatorio.

Altrettanto difficili da accettare sono gli esemplari con la bocca dura, o addirittura restii ad abboccare la selvaggina.
Incredibilmente bello è invece poter apprezzare le doti del vero retriever: docilità, voglia di compiacenza, temperamento, intelligenza, adattabilità, sono caratteristiche fantastiche che contraddistinguono il vero labrador.
Prerogative che permettono a questi retriever di essere eccezionali lavoratori anche in ambito non venatorio. Attualmente molte attività, in passato ad esclusivo appannaggio di altre razze, quali pastore tedesco, terranova o San Bernardo, sono svolte in maniera estremamente brillante dai labrador.
Vedere in aeroporto labrador antidroga, antiterrorismo, oppure circolare per la città e incontrare un non vedente accompagnato da una labradorina è diventato abituale, così come è sempre ricorrente vederli impegnati in attività di dog-therapy.

Il labrador non può essere definito da lavoro o da bellezza, casomai dovremmo parlare di labrador e labrador da bellezza perché la razza è stata creata per lavorare e per questo deve essere tutelata.

Tutela che, oltre a preservare le prerogative di razza finalizzate al lavoro, permetterà di conquistare illimitatamente ogni proprietario di Labrador, che spesso purtroppo ignora il vero labrador!
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